Possiamo ora concentrarci sugli aspetti tecnici del lavoro del cavatore.
Le tecniche estrattive sono ben evidenti: il filone presenta striature semiverticali, si alternano strati grigi di origine argillosa, depositi di sabbia e alluvionali e strati più calcari bianchi e rosa, possibili depositi di microorganismi di un antico fondale marino sollevatosi verticalmente con la formazione delle Alpi.
Larea di cava è stata realizzata dallalto con piccole gallerie e pozzi di accesso visibili sulla sinistra dove erano fissate le pulegge del filo elicoidale utilizzate per tagliare la bancata di marmo da estrarre, tra gallerie e cammini di avanzamento.
Il filo elicoidale è una corda di acciaio che scorre tra due pulegge, che trasporta una miscela abrasiva di acqua e sabbia di mare, rinvenuta nel tragitto della galleria durante i lavori di recupero della cava storica.
Lazione del filo di acciaio ha lasciato segni evidenti sul pavimento del salone di estrazione e se siete attenti osservatori potete osservarne le tracce anche sulla volta della galleria di accesso, mentre la percorrete a ritroso verso luscita.
Anticamente invece le cave erano a cielo aperto e lattacco del masso avvenivautilizzando sapientemente strumenti primordiali di ferro forgiato come punte, mazze, cunei e palanchini, aprendo varchi nelle zone più deboli.
I blocchi tagliati, movimentati da argani e sbozzati a mano sul posto venivano poi rifiniti allesterno sul piazzale di cava, trasportati in paese da un carro trainato da ben sei cavalli, dove venivano ridotti in lastre con telai artificiali.
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